Ubuntu experiment #2
Sudo sudo sudo…. ‘mmazza come sudo.
C’è veramente da sudare per uno come me abituato a installare, disinstallare, modificare e personalizzare ogni aspetto del sistema operativo. In windows, attacchi, stacchi e modifichi con pochi semplici passi e la maggior parte delle volte funziona tutto a dovere. Quando per qualche motivo non funziona la soluzione è semplice e veloce.
Con Linux ogni cosa parte da SUDO (principale comando per “fare” cose) e tutto o quasi da riga di comando. Ora mi chiedo dov’è tutta la semplicità pubblicizzata dagli utenti linux? Io fino ad ora ho passato una giornata a fargli riconoscere la scheda grafica, un’altra giornata a leggere forum per far capire a UBUNTU che ho due monitor e vorrei usarli entrambi.
Certo è vero, mi sembra più veloce e risponde meglio di Windows con lo stesso hardware ma questo non basta, se devo perdere giornate intere solo per spiegare al sistema operativo come voglio che faccia le cose, preferisco un sistema che risponde con qualche secondo in più ma sa da solo come svolgere il lavoro.
Il sistema operativo, secondo me, deve essere un supporto alleato al mio lavoro e non un’altro lavoro.
Per il momento sono ancora nella fase sperimentale di Ubuntu e di strada ne devo fare ancora parecchia. Ce la stò mettendo tutta e per mia fortuna di esperienza ne ho abbastanza per capire la tecnica però effettivamente fino ad ora mi stà veramente facendo perdere tanto tempo.
Coraggio: pensa che lo stai facendo per tutti noi
PS
E’ la prima volta che mi capita di conoscere un sistemista/tecnicoHW che in qualche modo “loda” il SO della Microsoft rispetto agli altri
ti basta un ultimo sudo per assegnare una password all’utente root
sudo passwd
a poi per l’amministrazione potrai semplicemente loggarti come root.